GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

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Aperitivo: chi l’ha inventato?

Chi ha inventato l’aperitivo? Parliamone.

“Un popolo con una così grande varietà di aperitivi come il nostro non può morire di fame”.
(Marcello Marchesi)

 Nel IV secolo a.C. il medico greco Ippocrate scoprì che, per alleviare i disturbi di inappetenza dei suoi pazienti, bastava somministrare loro una bevanda a base di vino bianco, fiori di dittamo, assenzio e ruta: il vinum hippocratum.

Ma l’aperitivo di oggi iniziò a Torino nel 1786. In una piccola bottega di liquori, Antonio Benedetto Carpano diede vita a quella al notissimo Vermouth, un vino aromatizzato con china che divenne l’aperitivo ufficiale di corte. Inevitabilmente, si diffuse per tutti i locali della città, accompagnato da stuzzichini a base di prodotti tipici piemontesi. 

Sempre in Piemonte, i produttori di vino Martini e Rossi creano poi il Martini Bianco (un Vermouth a base di Moscato ed erbe aromatiche lasciate a macerare). Intanto, l’aperitivo si diffuse a macchia d’olio. A Milano, Ausano Ramazzotti creò il primo non a base di vino. l’Amaro Ramazzotti, ricavato dalla macerazione e infusione della combinazione di 33 erbe, radici e spezie.

Tornando in Piemonte, troviamo Gaspari Campari che inventò il celeberrimo bitter.

L’aperitivo a cui siamo abituati oggi è più che altro un’occasione di socialità prima di cena senza alcuna pretesa di tipo salutistico.

Vediamone qualche esempio con relativi stuzzichini:

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