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Voci: un giallo, una ricetta.

Voci è un romanzo giallo di Dacia Maraini www.daciamaraini.com scritto nel 1994 e ambientato nella calda estate romana.

Comincia così:

Il taxi mi deposita davanti al cancello di via Santa Cecilia. Ma perché tanto stupore? sono di nuovo a casa, mi dico, sono tornata; ma è come se non lo riconoscessi questo cancello, questo cortile, questo palazzo dalle tante finestre aperte. Ho una spina infitta nel palato, come il presagio di una sciagura. Cosa mi aspetta in questa dolce mattina che porta con sé gli odori conosciuti del ritorno? cos’è che preme sui miei pensieri come se volesse distorcerli e cancellarli?

Nonostante Voci sia meno conosciuto tra i romanzi di Dacia Maraini, può giustamente essere considerato uno dei più riusciti, poiché nonostante la narrazione sia fluida e la lettura semplice e scorrevole, è ricco di colpi di scena e di situazioni che stimolano il lettore a proseguire velocemente fino alla fine.

Michela Canova, giornalista di una radio privata, viene incaricata di condurre un’inchiesta sulla violenza urbana, in particolare sulla violenza subita dalle donne. Coincidenza vuole che proprio nel condominio in cui abita sia stata assassinata una donna pochi giorni prima; nella sua ricerca l’indagine su questo omicidio e le cronache dell’orrore quotidiano vengono ad intrecciarsi in una mistura di inquietudini e di interrogativi che solo con difficoltà si scioglieranno in una finale chiarificazione.
Ha così inizio per la giornalista un viaggio nel mistero e nei segreti del quotidiano e si rende conto di quanto poco conoscesse la sua vicina di casa e la vita che essa conduceva. Michela si trova a conoscere e a interagire con i personaggi più svariati, che ruotano attorno ad Angela e cercherà di districare una matassa aggrovigliata, in cui tutti sembrano non sapere nulla e dire la verità.

Voci di Dacia Maraini
Voci

Nel corso delle indagini svolte dalla giornalista Michela Canova per far luce sul delitto di una sua vicina di casa vengono rammentati gli spaghetti al limone.

Entro in casa. Sprango la porta. Mi metto a preparare la cena. Stasera ho ospiti e non ho ancora cucinato niente; sono quasi le otto e mezza. Decido per gli spaghetti al burro e scorza di limone che sono così profumati e rapidi da farsi. Poi servirò del prosciutto col melone e dei formaggi che ho comprato stamattina in tutta fretta, andando alla radio. Ma mentre riempio la pentola di acqua, mentre gratto la scorza di limone, mentre apro il pacchetto del burro, mi accorgo che la faccia sorniona dell’uomo in nero continua a tornarmi in mente…

Spaghetti al limone (per 4 persone)

Cosa serve

  • 400 g di spaghetti
  • 50 g di burro
  • 125 m di panna da cucina
  • 1 limone bio
  • sale
  • pepe

Come si fa

La prima cosa da fare è riempire una pentola abbastanza alta con abbondante acqua e metterla a bollire su un fornello a fiamma vivace. Appena avrà raggiunto la giusta temperatura aggiungiamo gli spaghetti e lasciamoli cuocere al dente.

Laviamo il limone e asciughiamolo per bene. Grattugiamo la buccia e spremiamo il succo e mettiamoli insieme dentro una ciotolina.

In un’altra ciotola più grande mettiamo il burro tenuto a temperatura ambiente e iniziamo a lavorarlo usando una frusta in modo da ammorbidirlo fino a farlo diventare una crema. Uniamo anche il succo e la buccia del limone e mescoliamo ancora per un paio di minuti.

Aggiungiamo infine un pizzico di sale ed uno di pepe e lavoriamo ancora la crema fino a quando gli ingredienti non si saranno mescolati perfettamente. Ora gli spaghetti saranno cotti quindi scoliamoli e aggiungiamoli alla crema di limone appena preparata.

Mescoliamo per bene e serviamo immediatamente prima che il condimento diventi colloso.

Dopo la nostra “pausa spaghetto”, il romanzo procede alla ricerca dell’insospettabile omicida, come ogni noir che si rispetti, ma i veri elementi gialli sembrano essere la definizione del carattere della vittima e la comprensione delle ragioni che portano al compimento di simili atti nei confronti delle stesse donne di cui ci si innamora. La giornalista accompagnata dal suo registratore vocale andrà alla ricerca della voce più sincera, quella in grado di fare luce su chi era quella ragazza con cui di tanto in tanto condivideva pochi taciturni secondi in ascensore.

L’attenzione ad ogni minima vibrazione delle voci raccolte e l’istinto tutto femmineo nella ricerca di una risposta all’ignoto sono elementi che arricchiscono di rosa un giallo perfettamente costruito.
La narrazione incede lineare e leggiadra, l’indagine sulle fragilità ed isterie dei personaggi avviene in punta di piedi, scevra da patetismi.

Foto: web.

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