GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

Per chi si iscrive al blog c'è un simpatico OMAGGIO: i primi dieci suggerimenti del GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA a cura della redazione della Dispensa delle Storie.

JUNK JOURNAL

Junk journal a tema culinario/letterario (ma non solo…), anche su ordinazione.

Storie piccole

Il tuo bambino ama le favole, ma è stufo di sentirsi raccontare sempre le stesse storie? Ti piacerebbe regalargliene una dove lui è il protagonista insieme al suo piatto preferito? Se la risposta a entrambe le domande è sì, sei atterrata sulla pagina giusta. Contattami iscrivendoti alla newsletter e vedremo insieme cosa si può fare e come.

 

 

Storie d’amore

Vorresti regalare alla tua lei o al tuo lui una raccolta di ricette d’amore ispirata alla vostra storia, con i vostri piatti preferiti, e illustrata da un artista innamorato della vita? Chiedimi come iscrivendoti alla newsletter.

Iscriviti alla newsletter

La cucina è anche un po’ un teatro.

La cucina è anche un po’ un teatro e, se non si fa attenzione, lo spettacolo che vi si rappresenta può diventare un vero dramma se non addirittura una tragedia.

Oggi ho raccolto le prime melagrane della stagione e, ragionando su cosa farne, mi è tornata in mente la celeberrima tragedia shakespeariana Romeo e Giulietta e la pianta del melograno nel giardino dei Capuleti.

Romeo e Giulietta si sono sposati in gran segreto in mattinata. Nel pomeriggio tutto precipita: Romeo è bandito da Verona per aver ucciso Tebaldo in duello. I due amanti si incontrano nella notte e consumano come due clandestini la loro prima notte di nozze. Nella scena che segue i due amanti contemplano il cielo, aspettando i segni del mattino (il canto dell’allodola) che li costringerà a separarsi definitivamente. Romeo dovrà fuggire a Mantova e rimanervi fino a quando riuscirà a riconquistare il favore del Principe.

Atto terzo – Scena quinta – Il giardino dei Capuleti 

(Entrano Romeo e Giulietta in alto, alla finestra di camera)

Giulietta: Vuoi già partire? Il giorno non è ancora vicino: era l’usignolo, e non l’allodola, quello che ti ha ferito col suo canto l’orecchio trepidante; esso canta tutte le notti su quel melograno laggiù: credi, amor mio, era l’usignolo.

Romeo: Era l’allodola, messaggera del mattino, non l’usignolo: guarda, amore, come quelle strisce di luce invidiose della nostra gioia, cingono di una frangia luminosa le nubi che si disperdono laggiù nell’oriente; i lumi della notte si sono spenti a poco a poco, e il dì giocondo si affaccia in punta di piedi sulle nebbiose cime delle montagne: io debbo partire e vivere, o restare e morire.

Allora, ho cercato di immaginare come si sarebbe potuto utilizzare il vermiglio frutto in cucina all’epoca del Grande Bardo.

melagrana
melagrana

E mi è venuta in mente questa ricetta che vi propongo. Volendo, è possibile sostituire il pollo con la faraona.

Pollo alla melagrana

Cosa serve

  • 1 kg. di pollo a pezzi
  • 2 melagrane
  • 1 cipolla rossa
  • 1 cucchiaio di farina
  • 125 ml. di vino bianco secco
  • 1 cucchiaio di farina
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • olio evo q.b.

Come si fa

Dividete le due melagrane a metà. Sgranate una mezza melagrana e ricavate il succo. Tenete da parte in frigo fino all’impiego. Pelate e tagliate a rondelle la cipolla. Versate un cucchiaio di olio evo in un tegame, unite le cipolle e fate stufare a fiamma molto dolce. Se necessario, di tanto in tanto, aggiungete un po’ di acqua per cuocere le cipolle senza farle diventare scure. Quando le cipolle sono morbide e trasparenti mettetele tenetela da parte all’interno di una ciotola.

Versate due cucchiai di olio evo nella stessa padella dove avete cotto le cipolle, unite il pollo tagliato a pezzi e fatelo rosolare a fiamma vivace su entrambi i lati. Una volta dorato aggiungete il vino bianco e sfumate la carne. Evaporato il vino, versate nel tegame il succo di melagrana e le cipolle stufate tenute da parte. Coprite e fate cuocere per 30- 40 minuti circa. Per capire se il pollo è cotto, provate a staccare leggermente la carne dall’osso. Se la carne non rilascia più succhi rossi e si stacca facilmente è pronta.

Mettete da parte il pollo, versate il cucchiaio di farina nel tegame e fate cuocere per qualche minuto insieme alla salsa ottenuta dalla cottura della carne. Versate la salsa in un bicchiere alto e frullate insieme a qualche cucchiaio di acqua fino a ottenere una salsa vellutata. Aggiungete ancora un po’ di acqua nel caso la salsa risultasse troppo densa. Disponete la faraona nei piatti di servizio, irrorate con la salsa e decorate con i chicchi melagrana che avete tenuto da parte.

Vi propongo anche un simpatico video con la variante della ricetta preparata per il capodanno ebraico.

Foto: web.

Add a Comment