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Il melograno: frutto della poesia.

Il melograno, frutto riscoperto in questi ultimi anni per le sue tante virtù, l’ha fatta da padrone sin dall’antichità nella letteratura, nella mitologia e nella poesia. Ad esempio, in questa stupenda poesia di Federico Garcia Lorca.

Canzone orientale (1920)

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.

La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella
per illuminare il campo.

È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…

La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,
un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.

La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.

L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.

La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.

L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.

Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.

Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.

La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.

Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.
Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.

O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.

Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.

Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna!

Melagrana in un dipinto di Angela Faustina
“Melagrana” di Angela Faustina (olio su tela)

Dalla Spagna ci spostiamo verso la Russia seguendo la scia rossoviola di questo straordinario frutto per parlare di una ricetta chiamata “braccialetto di granati” che prende il nome dal romanzo breve dello scrittore russo Aleksandr Kuprin www.madrerussia.com/lo-scrittore-aleksandr-ivanovic-kuprin.

Il gioco di parole basato sul significato della parola “granat”, che in russo significa sia “granato” che “melagrana”, ha dato origine al nome dell’insalata.

Braccialetto di granati

Cosa serve

  • 1 melagrana
  • 1 cetriolo
  • 3 patate
  • 1 barbabietola
  • un porro
  • 1 petto di pollo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiaini di noci sgusciate
  • 300 g di maionese
  • 2 gocce di aceto
  • 1 cucchiaino di sale

Come si fa

1. Cuocere il petto di pollo, le patate e la barbabietola in pentole separate. Il petto di pollo e la barbabietola vanno cotti per 40 minuti e le patate per 20 minuti. Mentre questi ingredienti cuociono, tagliare a cubetti il porro e condirlo con un cucchiaino di acqua bollente e 2 gocce di aceto. Al posto di acqua e aceto si può usare anche un cucchiaino di salsa di soia. Il porro dovrebbe marinarsi per 10 minuti.

2. Sbucciare le patate cotte e grattugiarle, aggiungere un pizzico di sale. Le patate saranno il primo strato dell’insalata. Per mantenere la forma, posizionare un bicchiere al centro del piatto. Stendere le patate grattugiate intorno al vetro e coprirle con la maionese; allo stesso modo si andranno a comporre gli strati successivi.

3. Mettere il porro marinato sulle patate e coprire con la maionese. Tritare il petto di pollo, aggiustare di sale, metterlo sullo strato di porri e coprire la carne con maionese.

4. Sbucciare il cetriolo, grattugiarlo e aggiungere un pizzico di sale. Mettere il cetriolo sul pollo come strato successivo e coprire con la maionese.

5. Sbucciare e grattugiare la barbabietola. Grattugiare anche l’aglio, tritare le noci e mescolarli con la barbabietola, aggiustare di sale. Mettere il composto sopra agli strati precedenti.

6. Guarnire l’insalata con i semi di melograno fino a coprire completamente tutti gli strati precedenti. Rimuovere il bicchiere e l’insalata è pronta da servire.

Fonte: https://it.rbth.com/cultura/cucina_russa/2017/02/16/uninsalata-tributo-a-kuprin_703671

Foto: web.

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