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Fragole e melograni: la morte a Venezia.

Fragole e melograni: oggi parliamo di frutta e di morte, di fragole e di Venezia. E della funzione del cibo in letteratura.

In letteratura, gli atti alimentari hanno principalmente cinque funzioni:

  • realistica, che ripropone il mondo com’è rappresentando le abitudini dei personaggi;
  • narrativa, per la quale i pasti servono, ad esempio, a far incontrare i personaggi;
  • connotativa, che permette di caratterizzare i personaggi tramite le loro preferenze alimentari;
  • conoscitiva, che serve a mettere in scena la ricerca di significato;
  • tropologica, che è legata alla struttura stessa del segno (culinario o verbale) grazie alla quale si creano metafore, metonimie, similitudini e simboli.

Tutte queste funzioni amplificano le possibilità narrative del testo letterario, come nel racconto La morte a Venezia di Thomas Mann da cui è stato tratto l’omonimo film per la regia di Luchino Visconti.

La morte a Venezia tra fragole e melograni.
La morte a Venezia

Aschenbach, le fragole e la vecchiaia.

La narrazione di Mann riflette le caratteristiche dell’ambiente in cui è cresciuto: l’alta borghesia tedesca, con le sue consuetudini e le sue regole. I pasti scandiscono le giornate del protagonista, Gustav Aschenbach, e diventano momenti importanti proprio perché lo sono per la sua classe sociale. Le modalità di comportamento devono essere sempre “universalmente” adeguate, a partire dagli abiti per la colazione.

“L’abito da sera, universale uniforme di costumatezza, collegava esteriormente in una cornice signorile le varie specie di umanità”.

Anche la messa in scena dei pasti, il loro contorno e l’atmosfera in cui si svolgono hanno un’importanza fondamentale. Ecco la descrizione della prima colazione a Venezia. “Il locale era immerso nel solenne silenzio che è motivo d’orgoglio per i grandi alberghi. I solerti camerieri camminavano senza rumore. Un tintinnare di tazze da tè, una parola scambiata a mezza voce, era tutto quello che si udiva”.

La funzione mimetica si intreccia con quella connotativa: nei pasti si mostra l’adeguatezza o meno dei personaggi alle norme sociali. Il modo di mangiare, di porsi nei confronti del cibo, la postura, l’abilità di utilizzare le posate sono tutti “rituali di distinzione altamente elaborati” che permettono alle persone dell’alta borghesia di riconoscersi. Per quanto riguarda la funzione tropologica, la prima volta che Aschenbach scende in spiaggia compra delle fragole mature. Verso la fine del racconto ne compra altre a causa della sete provocata dalla malattia. Purtroppo, però, sono “troppo mature, quasi spappolate”, un po’ come l’anziano protagonista.

Rosso colore

Vi è un altro alimento di colore rosso che Aschenbach sorseggia: il succo di melograno, che sembra suggellare, in analogia al mito di Persefone, la “condanna” a rimanere a Venezia e contemporaneamente nelle regioni “basse” dell’istinto e della decadenza. Il colore delle fragole e del succo di melograno rimanda al rosso carminio del vecchio imbellettato incontrato sulla nave che Aschenbach trova repellente, ma che poi imita lasciando che il parrucchiere trasformi il colore della sua pelle da pallido a un delicato carminio, in un disperato tentativo di sottrarsi alla morte e piacere al giovane Tadzio.

All’epoca in cui è ambientato il racconto forse non tutti conoscevano le proprietà “ringiovanenti” del succo di melograno che ben si adattano all’atmosfera della storia. https://www.tuobenessere.it/succo-melograno-benefici-controindicazioni/#benefici-del-succo-di-melograno

Oggi possiamo preparare con grande facilità questa deliziosa bevanda: https://www.cucchiaio.it/ricetta/succo-di-melagrana/

Foto: wikipedia.

Fonte: “Dieta rigorosa, dicevamo.” Annotazioni sul cibo nella narrativa di Thomas Mann. Autore: Massimo Bonifazio.

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