GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

Per chi si iscrive al blog c'è un simpatico OMAGGIO: i primi dieci suggerimenti del GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA a cura della redazione della Dispensa delle Storie.

JUNK JOURNAL

Junk journal a tema culinario/letterario (ma non solo…), anche su ordinazione.

Storie piccole

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Storie d’amore

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Food storytelling: una storia in un fotogramma.

Oggi parliamo di food storytelling. E lo facciamo perché le nostre dispense sono piene di storie. Pertanto, cimentarsi in questo tipo di storytelling significa catturare un momento culinario con una singola immagine. Dobbiamo comunicare tensione ed emozioni perché una foto food è gusto, consistenza, aromi e rumori.

Una storia culinaria è un po’ come una ricetta. Si compone di più ingredienti, come ci mostrano questi scatti in cui Zaira Zarotti www.zairazarotti.com usa sapientemente la luce per creare suggestioni:

  • un sentimento, un umore, una situazione
Muffin alla panna - foto di Zaira Zarotti food photographer esperta di food storytelling
Muffin alla panna
  • un’emozione che vorresti suscitare con la tua foto
Crostata al cioccolato - foto di Zaira Zarotti
Crostata al cioccolato
  • un piatto che ha una caratteristica peculiare: consistenza, ingredienti, sapore…
Passatelli - foto di Zaira Zarotti
Passatelli

Ci sono tanti elementi importanti all’interno di una foto, ma la storia è quella che li riunisce tutti. Il mondo del food si sposa perfettamente con le basi della narrazione perché è già di per sé emozionante. Oggi più che mai il processo di coltivazione, lavorazione e produzione del cibo diventa una storia da raccontare e che i consumatori vogliono sapere. Ma non soltanto a livello commerciale. Anche noi, nel nostro piccolo, dopo aver ricevuto i complimenti per la peperonata o la parmigiana di melanzane che abbiamo offerto ai nostri ospiti, ci siamo sentiti chiedere: “Ma sono tutte verdure del tuo orto?” E noi, orgogliosamente, abbiamo risposto di sì.

La comunicazione attraverso le immagini è, ovviamente, immediata. La parola e l’immagine danno sapore e i contenuti diventano un ingrediente necessario che arricchisce l’esperienza culinaria. Poiché mangiare è da sempre sinonimo di condivisione, entrano allora in scena i social network in quanto luoghi in cui si moltiplica la condivisione stessa (seppur virtualmente) e si creano nuovi gruppi accomunati dagli stessi interessi: dai cultori dei bucatini (mai gli spaghetti!) all’amatriciana a quelli della carbonara con il guanciale (non la pancetta!).

Ecco perché lo storytelling non può più rinunciare al cibo e il cibo non può più rinunciare al food storytelling.

Foto: www.zairazarotti.com

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