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Piccolo Mondo Antico: risotto e tartufi.

Piccolo Mondo Antico: oggi parliamo di uno dei romanzi più conosciuti di Antonio Fogazzaro. Per chi non lo ricordasse, la vicenda si svolge tra il 1852 e il 1859 in Valsolda, dove l’autore trascorse parte della sua vita. Molti passaggi del romanzo sono quindi autobiografici, a cominciare dalla descrizione della casa dello zio Piero ad Oria, che in realtà è quella materna dello scrittore, per finire con quelle dei personaggi, molti dei quali sono stati ispirati da figure veramente esistite, non necessariamente in quel periodo.

Copertina di Piccolo Mondo Antico.
Piccolo Mondo Antico

Il romanzo narra le vicende di Franco Maironi (giovane di idee liberali), appartenente a una famiglia nobile di Valsolda. L’uomo abita insieme con la nonna, una marchesa austriaca. Franco infrange le regole della nobiltà decidendo di chiedere la mano di Luisa Rigey, ragazza che proviene da una famiglia modesta. La vicenda si svolge sullo sfondo della lotta dei patrioti del Lombardo-Veneto contro il dominio austriaco in un arco temporale di circa dieci anni, dalla cena del risotto e tartufi in casa della Marchesa alla morte dello zio di Luisa. Il romanzo si apre con la descrizione di questa cena.

Lo sfondo storico è sempre presente nel romanzo e si trovano quindi notevoli contrasti fra liberali e “austriacanti”. D’altra parte anche il contesto sociale è molto ben centrato nelle descrizioni dei personaggi, dei loro pensieri e delle loro preoccupazioni, come ben si nota in questo passo dedicato al risotto.

Risotto e tartufi

I tre salirono al portico col quale la villetta Maironi cavalca, da ponente, la via dall’approdo alla chiesa parrocchiale di Cressogno. Il curato e Pasotti fiutavano, tra un sospiro di dolcezza e l’altro, certo indistinto odore caldo che vaporava dal vestibolo aperto della villa.

«Ehi, risotto, risotto» sussurrò il prete con un lume di cupidigia in faccia.

Pasotti, naso fine, scosse il capo aggrottando le ciglia, con manifesto disprezzo di quell’altro naso.

«Risotto no» diss’egli.

«Come, risotto no?» esclamò il prete, piccato. «Risotto sì. Risotto ai tartufi; non sente?»

Si fermarono ambedue a mezzo il vestibolo, fiutando l’aria come bracchi, rumorosamente.

«Lei, caro il mio curato, mi faccia il piacere di parlare di posciandra» disse Pasotti dopo una lunga pausa, alludendo a certa rozza pietanza paesana di cavoli e salsicce. «Tartufi si, risotto no.»

«Posciandra, posciandra» borbottò l’altro, un poco offeso. «Quanto a quello…»

La povera mansueta signora capì che litigavano, si spaventò e si mise a cacciar puntate al soffitto coll’indice destro, per significare che lassù potevano udire. Suo marito le afferrò la mano in aria, le accennò di fiutare e poi le soffiò nella bocca spalancata: «Risotto!»

Risotto ai tartufi o posciandra? Questo è il dilemma.

Noi propendiamo per il primo. Eccovi la ricetta del risotto al tartufo alla maniera di Piccolo Mondo Antico (beh, non proprio…) con tanto di video.

https://www.cookaround.com/ricetta/risotto-al-tartufo-1.html

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