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Crisantemo: il fiore della rinascita.

Quadro intitolato Donna con crisantemi di Edgar Dégas. Il crisantemo è il protagonista dell'opera.
Donna con crisantemi – Edgar Dégas

Il crisantemo ha da sempre la triste nomea di “fiore dei morti”, almeno qui in Italia. La sua unica colpa è quella di essere nel pieno della fioritura proprio nel periodo in cui si celebrano i defunti. In realtà, quando fu importato dal Giappone, aveva anche per noi il significato di gioia, vita e rinascita. D’altronde, cos’è la morte se non una rinascita?

Ancora oggi il crisantemo è uno dei fiori più diffusi in Giappone e simbolo dell’Impero del Sol Levante. Infatti,  proprio il disegno di un crisantemo stilizzato è lo stemma della famiglia imperiale.

https://www.culturagiapponese.it/approfondimenti/43-simbologia-nella-cultura-giapponese#crisantemo

Nacque anche una leggenda  legata al significato di vita e rinascita sul crisantemo. In un piccolo villaggio una bambina vegliava in lacrime sulla mamma moribonda. Uno spirito si manifestò e, vedendola tanto disperata, le porse una margherita, dicendole di darla alla morte. Gli spiriti, infatti, avevano concesso e lei e sua madre di continuare a restare insieme per tanti giorni quanti erano i petali del fiore. Quando lo spirito scomparve, la bambina iniziò a ridurre i petali in striscioline sottilissime senza farli staccare. Quando giunse, la morte vide il fiore dall’infinito un numero di petali. Decise di non portar via la donna e disse alla bambina che le avrebbe fatto un dono: concedere a lei e alla sua mamma di passare insieme tanti anni quanti erano i petali del fiore.

Questo meraviglioso fiore trova impiego anche in cucina. Diverse sono le preparazioni che lo annoverano tra gli ingredienti. Dalle semplici frittelle di petali, alle foglie saltate insieme alla carne di maiale macinata, ai bignè con chantilly, melagrana e petali di crisantemo.

Oggi vi propongo la ricetta della

Trota farcita con crisantemo

Cosa serve (per 4 persone)

  • 4 trote,
  • 30 piccoli fiori di crisantemo più un cucchiaio di foglie
  • 250 g di funghi
  • 2 scalogni
  • una cipolla
  • mezza bottiglia di vino bianco secco
  • 3 rametti di santoreggia
  • 5 cucchiaio pangrattato
  • 2 uova
  • 2 foglie di alloro
  • olio
  • 3 c. cucchiai di brodo di pesce in polvere
  • sale marino grigio
  • un pezzo di zenzero fresco (circa 80 g)
  • pepe

Come si fa

Lavate i funghi e tritatene finemente 6, tagliate gli altri a strisce. Tagliate in 3 o 4 pezzi 8 crisantemi, tritate le foglie. In una padella oliata, sciogliete un po’ di scalogno. Aggiungete i funghi tritati, spremete un rametto di santoreggia e fatelo sudare per una decina di minuti. Aggiungete i crisantemi a pezzi, le foglie tritate finemente e lasciatele per altri 5 minuti a fuoco basso. Condite con sale e zenzero appena grattugiato a fine cottura.

In un’insalatiera, versate il contenuto della padella, il pangrattato e le uova. Mescolate questo ripieno e controllate il condimento che deve essere un po’ corposo. Riempite la pancia della trota con il ripieno, quindi chiudete con 2/3 stecchini per pesce.

In una ciotola, mettere lo scalogno e la cipolla rimanenti, i crisantemi e i funghi rimanenti, 2 rametti di santoreggia, alloro. Salate, aggiungete un cucchiaio di zenzero grattugiato fresco e, volendo, del pepe.

N.B.: il crisantemo riconosciuto da tutti come commestibile in ogni sua parte è uno solo: il Chrysanthemum coronarium o Glebionis coronaria, altrimenti detto anche ghirlanda o corona margherita. 

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