GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

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Storie piccole

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Storie d’amore

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Erbazzone con delitto

Erbazzone con delitto: Giuliano Pasini, autore di noir originario del modenese, ambienta il suo Il fiume ti porta via nella Bassa Emiliana. E, visto che siamo in vacanza, una lettura “leggera” ci sta.

Il commissario Roberto Serra non è un uomo che fa il poliziotto; lui è un poliziotto. Così, quando viene a sapere che il dottor Mario Gardini è stato assassinato, benché ufficialmente sospeso, torna nella Bassa Reggiana e inizia a indagare. È una questione personale: era stato infatti l’anziano medico a insegnargli come ammansire la Danza, l’inspiegabile disturbo che lo porta a vivere brandelli di vite non sue… Un noir avvincente, tra manicomi abbandonati, osterie e vendette spietate. Un romanzo emozionante ambientato in una torrida estate emiliana, segnata dalla presenza incombente del Po.

Descrizioni evocative di paesaggi dalle tinte guareschiane riempiono le sue pagine: “pioppi che cercano il cielo”, “campi di formentone”, “il grande fiume che scorre scuro e lento…con l’acqua che prosegue all’infinito”, “l’argine maestro…che sembra mettere distanza tra terra e fiume”. E quando il Po è in piena, l’acqua annulla la distanza tra terra e fiume: “un orlo liquido e scuro risale verso il prato, centimetro dopo centimetro”. Nel libro si parla molto anche di cibo, di piatti tipici della tradizione locale. Erbazzone, torta fritta, salumi, parmigiano reggiano, brodo, cappelletti, lambrusco, malvasia…

Erbazzone

Cosa serve

per il ripieno:
1,5 kg di spinaci o bietole
1 mazzo di cipollotti con gambo fresco e verde
una manciata di prezzemolo
60 g di lardo di prosciutto o pancetta
4 cucchiai di olio
50 g di burro
2 spicchi di aglio
4 o 5 manciate di Parmigiano Reggiano
sale e pepe q.b.

per la pasta:
200 g di farina
1 noce di strutto
2 cucchiai di olio
sala e pepe q.b.
acqua tiepida q.b.

per la pasta con ricotta:
220 g di farina
50 g di ricotta
1 noce di strutto
2 cucchiai di olio
acqua tiepida q.b.
sale pepe q.b.

Come si fa

Sciogliete sul fuoco il grasso di prosciutto aggiungendo l’aglio schiacciato e i cipollotti che avrete, anch’essi, tritati insieme ai gambi. Aggiungete olio e burro e, dopo che i cipollotti si saranno appassiti senza bruciacchiarsi, unite gli spinaci che avrete in precedenza lessati e strizzati. Lasciate insaporire con sale e pepe. Quando il tutto si sarà raffreddato, togliete l’aglio, aggiungete il prezzemolo tritato finemente e il Parmigiano Reggiano. Preparate la pasta e, fatta riposare per mezz’ora, dividetela in due due parti. Tirate una parte con la cannella, adagiatela nello stampo oliato e versate il pesto. Tirate l’altra parte più sottile della prima, infarinatela e avvolgetela nella cannella pure infarinata: stringete le due estremità della pasta verso il centro del mattarello e lasciate scivolare la pasta increspata sul pesto. Dopo averla accuratamente bucherellata, mettete il tutto nel forno a 200°.
Lasciate per circa mezz’ora; a pochi attimi dalla completa cottura ungete la superficie con un pezzo di lardo.
Rimettete nel forno e togliete dopo pochi minuti: l’erbazzone è pronto.

Erbazzone reggiano
Erbazzone

E poi ci presenta una vera ricetta, preparata da Roberto (il commissario) per Serenella: lo sformatino reggiano in salsa di cipolle borettane. La preparazione prende tutto il tempo necessario a creare una certa atmosfera, complice qualche bicchiere di lambrusco.

Serenella, in pratica, non si è mossa. Le si leggono stupore e curiosità negli occhi. Afferra una forchetta e trafigge lo sformatino.

Roberto trattiene il fiato.

Lei chiude gli occhi: “Uno spettacolo”.

Cosa accadrà dopo? Non rimane che leggere il libro per scoprirlo.

Foto: web.

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