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La poesia sulla pastiera o della pastiera?

La poesia sulla pastiera è uscita dalla penna di Lello Lupoli (1918-1995), noto a tutti gli amanti della poesia napoletana come una delle voci più espressive dell’umorismo in poesia.

Come forse saprete, Lupoli, di professione dirigente bancario, fu sempre una persona allegra, pronta a cogliere il lato divertente delle cose. Fu ideatore e conduttore, su Radio Antenna Capri, del programma La tavola rotonda dei poeti napoletani in cui ospitò poeti affermati ed emergenti dando loro visibilità. Collaborò a varie riviste quali Le grandi firme di Pitigrilli che lo definì “ scugnizzo dalle tempie grige”.  Sul periodico napoletano 6 e 22, curò la rubrica Le signore al balcone. Ha lasciato due volumi di poesia e altri scritti.

‘A pastiera

Currite, giuvinò! Ce stà ‘a pastiera!”
E’ nu sciore ca sboccia a primmavera,
e con inimitabile fragranza
soddisfa primm ‘o naso,e dopp’a panza.
Pasqua senza pastiera niente vale:
è ‘a Vigilia senz’albero ‘e Natale,
è comm ‘o Ferragosto senza sole.
Guagliò,chest’è ‘a pastiera.Chi ne vuole?
Ll’ ingrediente so’ buone e genuine:
ova,ricotta,zucchero e farina
(e’ o ggrano ca mmiscato all’acqua e’ fiori
arricchisce e moltiplica i sapori).

‘E ttruove facilmente a tutte parte:
ma quanno i’ à fà l’imposto, ce vò ll’arte!
A Napule Partenope, ’a sirena,
c’a pastiera faceva pranzo e cena.
Il suo grande segreto ‘o ssai qual’è?
Stu dolce pò ghì pure annanz’ o Rre.
E difatti ce jette. Alludo a quando
il grande Re Borbone Ferdinando
fece nu’ monumento alla pastiera,
perchè facette ridere ‘a mugliera.
Mò tiene voglia e ne pruvà na’ fetta?
Fattèlla: ccà ce stà pur’ a ricetta.
A può truvà muovendo un solo dito:
te serve pe cliccà ncopp ‘ a stu sito.
Màngiat sta pastiera,e ncopp’ a posta
dimme cumm’era: aspetto  na’ risposta.
Che sarà certamente”Oj mamma mia!
Chest nunn’è nu dolce: è na’ poesia!”

E ora è il momento della poesia della pastiera. E adesso: leggete e mettete in pratica.

Cosa serve (per 12 persone)

  • una confezioni da 1 kg. di pasta frolla surgelata 
  • 700 gr. di ricotta di pecora
  • 400 gr. di grano cotto 
  • 600 gr. di zucchero
  • 1 limone
  • 50 gr. di cedro candito
  • gr. 50 di arancia candita
  • 50 gr. di zucca candita
  • 100 gr. di latte
  • 30 gr. di burro o strutto
  • uova intere + 2 tuorli
  • una bustina di vaniglia
  • un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio
  • pizzico di cannella (facoltativo)

Come si fa

Fate scongelare la pasta frolla a temperatura ambiente.

Versate in una casseruola il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone. Lasciate cuocere per 10 minuti mescolando spesso finché non diventa crema.

Frullate a parte la ricotta, lo zucchero, 5 uova intere più 2 tuorli, una bustina di vaniglia, un cucchiaio di acqua di fiori d’arancio, e un pizzico di cannella (facoltativo).

A questo punto, lavorate il tutto fino a rendere l’impasto molto sottile. Aggiungete una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadi. Amalgamate il tutto con il grano.

Prendete la pasta frolla scongelata, o quella fatta da voi e distendete l’impasto allo spessore di circa 1/2 cm con il mattarello e rivestite la teglia precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristendetela e ricavatene delle strisce.

Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo, ripiegate verso l’interno i bordi della pasta e decorate con strisce formando una grata che pennellerete con un tuorlo sbattuto.

E ora infornate a 180 gradi per un’ora e mezzo finché la pastiera non avrà preso un colore ambrato. Lasciate raffreddare e, prima di servire, spolverizzate con zucchero a velo.

pastiera napoletana
pastiera napoletana

E, per i meno esperti, c’è questo bellissimo video.

pastiera

Foto: web.

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