GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

Per chi si iscrive al blog c'è un simpatico OMAGGIO: i primi dieci suggerimenti del GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA a cura della redazione della Dispensa delle Storie.

JUNK JOURNAL

Junk journal a tema culinario/letterario (ma non solo…), anche su ordinazione.

Storie piccole

Il tuo bambino ama le favole, ma è stufo di sentirsi raccontare sempre le stesse storie? Ti piacerebbe regalargliene una dove lui è il protagonista insieme al suo piatto preferito? Se la risposta a entrambe le domande è sì, sei atterrata sulla pagina giusta. Contattami iscrivendoti alla newsletter e vedremo insieme cosa si può fare e come.

 

 

Storie d’amore

Vorresti regalare alla tua lei o al tuo lui una raccolta di ricette d’amore ispirata alla vostra storia, con i vostri piatti preferiti, e illustrata da un artista innamorato della vita? Chiedimi come iscrivendoti alla newsletter.

Iscriviti alla newsletter

Voglio esser melagrana.

Foto di una melagrana intera e una aperta.
melagrana

Voglio esser melagrana. Per sputare piccoli frutti vermigli tutt’intorno a me. E vederli germogliare a primavera.

Eh già, la melagrana (punica granatum) è un frutto davvero bellissimo che ha ispirato tanti poeti. Pensate che arrivò nell’antica Roma dalla Tunisia e poi si diffuse in Spagna. Dovete sapere, infatti, che la città di Granada si lega al melograno sia nel nome (in latino, “granatum” significa frutto dotato di semi) che nella bandiera. Gli arabi che conquistarono la zona e fondarono la città la dedicarono a questo frutto.

Il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca era talmente affascinato dalla melagrana da dedicarle un’ode. Era il 1920.

Canzone orientale

È la melagrana profumata
un cielo cristallizzato.
(Ogni grana è una stella
ogni velo è un tramonto.)
Cielo secco e compresso
dalle unghie del tempo.

La melagrana è come un seno
vecchio di pergamena,
e il capezzolo si è fatto stella
per illuminare il campo

È un’arnia minuscola
col favo insanguinato,
e le api l’hanno formata
con bocche di donne.
Per questo scoppiando ride
con porpore di mille labbra…

La melagrana è un cuore
che batte sul seminato,

un cuore sdegnoso
dove non beccano gli uccelli,
un cuore che fuori
è duro come il cuore umano
ma dà a chi lo trafigge
odore e sangue di maggio.
La melagrana è il tesoro
del vecchio gnomo del prato,
quello che parlò con la piccola Rosa,
nel bosco solitario.
Quello con la barba bianca
e il vestito rosso.
È il tesoro che ancora conservano
le verdi foglie dell’albero.
Arca di pietre preziose
in visceri di oro vago.

La spiga è il pane. È Cristo
in vita e morte rappreso.

L’olivo è la costanza
della forza e del lavoro.

La mela è il frutto carnale,
sfinge del peccato,
goccia di secoli che tiene
i contatti con Satana.

L’arancio è la tristezza
delle corolle profanate,
così diventa fuoco e oro
ciò che prima era puro e bianco.

Le viti sono la lussuria
che si coagula nell’estate,
e da esse la chiesa ricava,
benedetto, il santo liquore.

Le castagne sono la pace
del focolare. Cose d’altri tempi.
Crepitare di vecchi legni,
pellegrini smarriti.

La ghianda è la serena
poesia del passato,
e il cotogno d’oro debole
la pulizia della salute.

Ma la melagrana è il sangue,
sangue sacro del cielo,
sangue di terra ferita
dall’ago del torrente.
Sangue del vento che viene
dal rude monte graffiato.
Sangue del mare tranquillo,
sangue del lago dormiente.
La melagrana è la preistoria
del sangue che portiamo,
l’idea di sangue, chiuso
in globuli duri e acidi,
che ha una vaga forma
di cuore e di cranio.

O melagrana aperta, tu sei
una fiamma sopra l’albero,
sorella carnale di Venere,
riso dell’orto ventoso.
Ti circondano le farfalle
credendoti un sole fermo
e per paura di bruciarsi
ti sfuggono i vermi.

Perché sei la luce della vita,
femmina dei frutti. Chiara
stella della foresta
del ruscello innamorato.

Potessi essere come sei tu, frutto,
passione sulla campagna! 

La melagrana è luce, vita e abbondanza. Anche in cucina, dove questo frutto trova numerosi utilizzi. Oggi vi propongo questa

Torta al cioccolato e melagrana

Cosa serve

150 gr di farina integrale

200 gr di farina integrale di farro

80 gr di cacao amaro

100 gr di olio di semi

100 gr di zucchero integrale di canna

150 gr di succo di melagrana filtrato

150 gr di latte di soia

1 bustina di cremor tartaro

1 cucchiaino di bicarbonato di sodio

1 cucchiaino di sale

Per la glassa: 1/2 tazza di zucchero a velo di canna e 1/2 tazza di succo di melagrana filtrato

Come si fa

In una terrina setacciate le due farine, poi aggiungete uno alla volta tutti gli ingredienti secchi. In un recipiente a parte mescolate poi il latte di soia, l’olio e il succo di melagrana accuratamente filtrato per eliminare i piccoli semi dei chicchi. Unite quindi i due composti per ottenere un impasto denso e omogeneo e, se necessario, aggiungete dell’acqua o ancora del latte di soia.

Infornate quindi a forno caldo (statico) a 180 gradi per circa 40 minuti. Nel frattempo preparate la glassa unendo poco per volta il succo di melagrana allo zucchero a velo, fino ad ottenere una consistenza morbida e cremosa. Dopo aver sfornato la torta lasciatela raffreddare, poi guarnitela con la glassa ottenuta e aggiungete qualche chicco di melagrana per decorare.

Add a Comment