GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

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Storie d’amore

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Lessico famigliare lessico culinario

Lessico famigliare, lessico culinario: Natalia Ginzburg condivide con noi frammenti della sua infanzia, percorrendo le strade del ricordo attraverso parole, espressioni e abitudini della sua famiglia.

“Mio padre s’alzava sempre alle quattro dei mattino. La sua prima preoccupazione, al risveglio, era andare a guardare se il «mezzorado» era venuto bene. Il mezzorado era latte acido, che lui aveva imparato a fare, in Sardegna, da certi pastori. Era semplicemente yoghurt. Lo yoghurt, in quegli anni, non era ancora di moda: e non si trovava in vendita, come adesso, nelle latterie o nei bar”.

Questo è un ricordo di Natalia Ginzburg tratto dal celeberrimo Lessico Famigliare (1963) che ci riporta ai tempi in cui non esisteva la yogurtiera e i pastori sardi preparavano lo yogurt (su gioddu) in un recipiente di sughero in cui riscaldavano il latte immergendo all’interno delle pietre arroventate al fuoco. Aggiungevano quindi su madriche (la madre) che preparavano con 1/2 litro di latte addizionato a due o tre gocce di lattice di fico oppure all’1% di lievito di pane. Su madriche stava avvolto per otto ore in una coperta di lana, per mantenere la temperatura costante. Così facendo ottenevano un coagulo bianco che, nella misura dell’1%, aggiungevano al latte tiepido. Ripetevano l’operazione per tre volte, utilizzando ogni volta l’1% del madriche rispetto al latte e creavano la madre del gioddu.

Doveva essere una vera delizia, per gli occhi e per il palato!

Yogurt sardo. Lessico famigliare, lessico culinario
Yogurt sardo

“Mezzorado”, “smarren”… Parole evocative di un’epoca, di un’atmosfera, del parlato di una famiglia. Di un lessico famigliare che è anche lessico culinario.

I dolci di Natalina

“Gli unici dolci che si mangiavano, però sempre a tavola, erano certe frittelle chiamate «gli smarren» che aveva insegnato non so che cuoca tedesca; sembra fossero economiche, e se ne mangiava così spesso, che non le potevamo più soffrire. Poi c’era un dolce che sapeva fare la Natalina, e che si chiamava «il dolce di Gressoney»; forse perché la Natalina aveva imparato a farlo quand’eravamo a Gressoney, in montagna”.

Natalina, la bistrattata domestica e cuoca di casa, preparava i pochissimi dolci permessi dal padre di Natalia. Ecco le ricette. Che siano quelle originali di Natalina? Beh, questo non è proprio garantito… Che siano buone, invece, quello è sicuro.

Dolce di Gressoney

https://ricette.giallozafferano.it/Kaiserschmarren.html

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