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Le ricette di Alice e i biscotti di Baudelaire

Le ricette di Alice e i biscotti di Baudelaire, ovvero The Alice B. Toklas Cook Book, che nella traduzione italiana è diventato I biscotti di Baudelaire. Titolo accattivante per il lettore abbastanza colto da conoscere il sommo poeta francese e altrettanto provinciale da ritenere che un libro infarcito di ricette non possa considerarsi letteratura.

The Alice B. Toklas Cook Book first edition. Le ricette di Alice
The Alice B. Toklas Cook Book, 1st edition

Come scriveva Susan Sontag in Tradurre letteratura, “il fine di una traduzione è [anche] quello di ampliare la cerchia dei lettori di un libro considerato importante”. E The Alice B. Toklas Cook Book lo è.

Alice B. Toklas scrisse I biscotti di Baudelaire durante un lungo periodo di malattia spinta anche dal desiderio di evadere, almeno con la fantasia, dalla dieta rigorosa impostale dai medici per curare l’itterizia.

Nata negli USA nel 1877, visse a lungo in Francia dove iniziò a riflettere sulle differenze esistenti tra i due paesi in materia culinaria. Attingendo alla sua enorme collezione di ricette scrisse questo libro per l’America con la speranza di poter raggiungere anche le cucine degli inglesi. Chissà mai perché…

“Prima di arrivare a Parigi mi interessavo di cibo ma non di cucina. Quando, nel 1908, andai a vivere con Gertrude Stein in Rue de Fleurus, la mia amica disse subito che la domenica sera voleva una cena americana. […] il giorno del Ringraziamento mettemmo in tavola un tacchino
[…] farcito con un ripieno preparato da me. Visto che Gertrude Stein non sapeva decidere se preferiva funghi, castagne oppure ostriche, nel ripieno, decisi di usare tutt’e tre gli ingredienti. L’esperimento ebbe successo e venne ripetuto spesso …”

Le ricette di Alice: esperimenti culinari

Fu così che le ricette di Alice iniziarono ad essere apprezzate.

I suoi esperimenti la portarono non solo ad accumulare ricette, ma anche a tratteggiare un ritratto della prima metà del Novecento comprendendo particolari tragici riguardanti la guerra e ricordando le restrizioni applicate al cibo in quel periodo. Il tutto raccontato con una leggerezza che non scade mai nella superficialità facendo de I biscotti di Baudelaire una lettura gustosissima e ricca di spunti. Un libro da leggere anche se può far provare un po’ di invidia per due donne che hanno avuto l’onore di sedere alla stessa tavola di artisti e letterati di fama mondiale.

I biscotti di Baudelaire (ottimi per le giornate di pioggia)

Il capitolo del libro che ha ispirato il titolo dell’edizione italiana è Ricette di amici. In particolare, la ricetta dei biscotti è di Brion Gysin (1916-1986), poeta, scrittore e pittore inglese appartenente alla Beat Generation.

“E’ il cibo del Paradiso… dei paradisi artificiali di Baudelaire.
[…] Se vi lascerete andare, potrete provare quasi tutto quello che provò Santa Teresa.

Prendete 1 cucchiaino di grani di pepe nero, 1 noce moscata intera, 4 stecche di cannella, 1 cucchiaino di coriandolo. Polverizzate tutte le spezie in un mortaio. Prendete una manciata di datteri senza nocciolo, 1 di fichi secchi, 1 di mandorle e arachidi sgusciate: tritate la frutta e mescolatela insieme. Polverizzate un mazzetto di cannabis sativa. Spargetela, insieme alle spezie, sulla frutta impastata insieme. Mescolate una tazza di zucchero a un grosso panetto di burro. Aggiungetelo alla frutta. Preparate un rotolo e tagliatelo a pezzi, oppure formate palline grosse come una noce.

Bisogna fare attenzione a non mangiarne troppo. Due pezzetti a testa basteranno”.

Alice e Brion ci consigliano di accompagnare questi dolcetti con del tè caldo alla menta.

Buone visioni!

Per imparare di più sull’autrice e il suo rapporto con la cucina, con Gertrude Stein e il mondo dell’arte, cliccate sul link qui sotto.

https://www.raiplayradio.it/audio/2018/12/VITE-CHE-NON-SONO-LA-TUA—Gertrude-Stein-e-Alice-B-Toklas–fec289d7-de51-483c-ae79-977083544676.html

Se poi vi viene anche voglia di leggere…

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