GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

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Ti nutro da morire perché sono pazzo di te.

Ti nutro da morire perché ti amo da impazzire
feederismo

“Ti nutro da morire perché sono pazzo di te” è la dichiarazione d’amore che potrebbe fare il protagonista di Alma Mater, un racconto di Sybil von der Schulenburg http://www.sibylvonderschulenburg.com/language/it/

La storia è stata pubblicata nel 2016 nell’antologia C’è un sole che si muore, una raccolta di racconti giallo-neri ambientati a Napoli.

L’autrice è tedesca, ma scrive (e bene…) nella nostra lingua spaziando, oltre che nel campo della saggistica e del romanzo storico, anche nel romanzo psicologico socchiudendo porte che fanno entrare uno spiraglio di luce in stanze mentali poco frequentate.

Questo è un racconto che sa di pesce fritto e odora di effluvi corporali. Insomma, una narrazione intrisa di grasso che cola.

Nella cucina della pizzeria O’ scarrafone si consuma, sul carrello degli antipasti, la vicenda amorosa tra il cuoco Domenico e la sua aiutante Annalisa. Un amore nato tra timballi e sartù, che trasforma le pietanze in orgasmi. Un piccolo mondo dove la mancanza di lei fa sentire lui come il guscio vuoto di una cozza.

Sì, perché le tutte donne di Domenico sono cozze dentro. Poiché si sentono brutte e indegne di essere amate, cercano affetto nel cibo. E, quando incontrano lui che le incoraggia a diventare sempre più obese lusingandole con mille manicaretti, si adagiano mollemente nella sua rete. Isolate dal resto del mondo, riempiono l’angusto spazio di un letto con il debordante vuoto della loro solitudine.

Domenico sembra ripetere continuamente “ti nutro da morire perché sono pazzo di te”. E’ talmente pazzo da rendere le vittime della propria follia sue prigioniere volontarie ingozzandole fino a far loro raggiungere l’agognato traguardo dei quattrocento chili. E poi…

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