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JUNK JOURNAL

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Storie piccole

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Storie d’amore

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Piove: voglio una tazza di tè al gelsomino e un pensiero.

tazza di tè al gelsomino con fiore e cucchiaino
tè al gelsomino

Piove: un tè al gelsomino e un pensiero profondo sulla scrittura, qualcosa su cui meditare per un po’. Sì, piove da ore e mi è venuta voglia di mettere qualcosa sotto i denti.

Pare che il tè al gelsomino si abbini bene ai formaggi freschi, così ho preparato delle tartine alla ricotta e al caprino. Per dopo (non mangio mai mentre scrivo).

Mentre scrivo mi nutro solo di pensieri profondi, come questo.

“Trovarsi in un buco, in fondo al buco, in una solitudine quasi totale e scoprire che soltanto la scrittura ci salverà. Essere senza alcun argomento di libro, senza alcuna idea di libro significa trovarsi, ritrovarsi, davanti a un libro. Un’immensità vuota, un libro eventuale. Davanti a niente. Davanti a una scrittura viva e spoglia, in un certo senso terribile, terribile da sormontare. Credo che la persona che scrive non abbia nessuna idea di libro, ha le mani vuote, la testa vuota e conosce dell’avventura del libro soltanto la scrittura asciutta e nuda, senza futuro, senza eco, remota, con le sue regole auree elementari: ortografia, senso”. (Marguerite Duras, Scrivere)

E non li commento.

Piove: un tè al gelsomino e un pensiero.

Un pensiero ai boccioli di gelsomino raccolti all’alba, ancora chiusi, e sparsi sopra le foglie di tè a rilasciare la loro fragranza durante la notte. Un rito ripetuto tante volte, un rito che ci dà un tè dal profumo inebriante.
https://www.youtube.com/watch?v=G65Gd2rEbbA#action=share

Mi perdo tra i petali. E continuo a scrivere.

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