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THE SQUEEZE: la spremuta.

La spremuta

The squeeze, ovvero: la spremuta. Questa settimana i tarocchi Food Fortunes ci consigliano le suggestioni letterarie degli scritti di Francis Ponge (1899-1988).

“Come nella spugna, vi è nell’arancia un’aspirazione a riprender contegno dopo aver subito la prova della spremitura. Ma là dove la spugna riesce sempre, l’arancia mai: poiché sono scoppiate le sue cellule, i suoi tessuti lacerati. Mentre la sola scorza si ristabilisce mollemente nella propria forma grazie alla sua elasticità, un liquido di ambra si è sparso, portatore di frescura, di profumi soavi, certo – ma spesso anche dell’amara coscienza di un’espulsione prematura di semi.

L’arancia è una spugna profumata

Tra questi due modi di mal sopportare l’oppressione occorre prendere partito? – La spugna è solo muscolo e si riempe di vento, di acqua pulita o di acqua sporca a seconda: questa ginnastica è ignobile. L’arancia ha gusto migliore, ma è troppo passiva, – e questo sacrificio odoroso… è fare all’oppressore troppo buon viso, veramente.

Ma non è aver parlato a sufficienza dell’arancia l’aver ricordato il suo modo particolare di profumare l’aria e di rallegrare il suo seviziatore. Occorre porre l’accento sulla colorazione gloriosa del liquido che ne risulta e che, meglio del succo di limone, costringe la laringe ad aprirsi largamente per la pronuncia della parola come per l’indigestione del liquido, senza alcuna smorfia apprensiva della parte anteriore della bocca, della quale non fa drizzare le papille.

Si rimane del resto senza parole per confessare l’ammirazione che merita l’involucro del tenero, fragile e rosa pallone ovale entro questo spesso tampone umido, la cui epidermide, estremamente sottile eppure ben pigmentata, acerbamente sapida, è ruvida di misura per afferrare degnamente la luce sulla forma perfetta del frutto.

Ma alla fine di una studio troppo breve, abbozzato a tutto tondo, – ecco che dobbiamo arrivare al seme. Questo seme, dalla forma di un minuscolo limone, offre all’esterno il colore del legno dolce dell’albero di limone, e all’interno un verde di pisello o di germoglio tenero. In questo si ritrovano, dopo l’esplosione sensazionale del lampioncino veneziano di sapori, colori e profumi costituito dal pallone fruttesco stesso – la durezza relativa e l’asprezza (non interamente insipida del resto) del legno, del ramo, della foglia: piccolissima somma, benché con certezza la ragion d’essere del frutto”.

Gli oggetti sono importanti di per sé

Ponge riconosce agli oggetti un’importanza intrinseca che l’eccessivo soggettivismo del linguaggio contemporaneo ha loro negato. Il suo è un linguaggio del tutto rapportato all’oggetto, del quale scopre ed evidenzia aspetti inediti giocando con affinità semantiche, assonanze foniche, o indagini etimologiche.

Intende così scoprire e farci scoprire un aspetto sconosciuto delle cose arrivando a illuminare un angolo oscuro dell’animo umano, in quanto descrivere l’oggetto significa anche definire l’emozione che lo stesso suscita in noi.

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