GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA

Per chi si iscrive al blog c'è un simpatico OMAGGIO: i primi dieci suggerimenti del GASTROVADEMECUM IN PUNTA DI FORCHETTA a cura della redazione della Dispensa delle Storie.

JUNK JOURNAL

COMING SOON – Libri d’artista a tema culinario (ma non solo) realizzati con la tecnica del junk journal.

Storie piccole

Il tuo bambino ama le favole, ma è stufo di sentirsi raccontare sempre le stesse storie? Ti piacerebbe regalargliene una dove lui è il protagonista insieme al suo piatto preferito? Se la risposta a entrambe le domande è sì, sei atterrata sulla pagina giusta. Contattami iscrivendoti alla newsletter e vedremo insieme cosa si può fare e come.

 

 

Storie d’amore

Vorresti regalare alla tua lei o al tuo lui una raccolta di ricette d’amore ispirata alla vostra storia, con i vostri piatti preferiti, e illustrata da un artista innamorato della vita? Chiedimi come iscrivendoti alla newsletter.

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Scrivo o preparo il pranzo?

Scrivere una storia è un po’ come preparare un pranzo completo: nulla può essere lasciato al caso. In una buona storia, come in un buon pasto, ci sono un inizio e una fine intervallati da elementi intermedi in perfetta armonia tra di loro.

Nella cucina ideale la coerenza predomina sul caos. Dobbiamo attingere alla dispensa delle idee per dare vita a un narrazione che sia appetibile e gustosa. Gli episodi/piatti che compongono la storia/menu vanno connessi gli uni con gli altri in maniera logica.

Fuor di metafora: la trama parte dal principio, si intreccia alle storie secondarie per poi avviarsi al finale. Come tutti sappiamo, in una narrazione in prosa, che sia racconto o romanzo, il tempo della storia può anche non coincidere con il tempo del racconto. Anzi, è bene che non coincida affatto se si vuole ottenere un effetto spiazzante nei confronti del lettore. Se si vuole evitare l’effetto “c’era una volta”.

L’inizio in media res è generalmente il più efficace. Sapete perché? Perché, da quando esiste il cinema, il modo di narrare in letteratura è cambiato in modo radicale. Si procede attraverso salti visivi e non attraverso una descrizione puntuale e cronologica di fatti, ambienti e situazioni. Gli eventi possono essere raccontati in disordine e possono assumere una durata diversa da quella reale.

Questo principio non si applica alla preparazione di un pranzo. Infatti, nessuno si sognerebbe mai di consumare un pasto partendo, ad esempio, dal filetto in crosta, per passare subito dopo alla torta di mele e quindi alle tagliatelle agli asparagi terminando con l’aperitivo.

Al contrario, è possibile inserire in una storia il racconto di un ricco pranzo saltando da una portata a un evento, o a un dialogo, o alla descrizione di un ambiente o di un personaggio solleticando gli appetiti narrativi del lettore.

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